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INVESTIRE È RISCHIOSO? Quando la consapevolezza diventa maturità finanziaria

  • Immagine del redattore: Centro Studi Libertà Finanziaria
    Centro Studi Libertà Finanziaria
  • 23 dic 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

Se stiamo cercando qualcuno che ci prometta la “sicurezza finanziaria totale”, il famoso investimento senza rischi, è giusto dirlo subito: abbiamo sbagliato epoca. Non perché manchino strumenti o soluzioni, ma perché il rischio zero non è più una possibilità economica. È un’illusione rassicurante, figlia di un mondo finanziario che non esiste più.

È una verità scomoda, spesso nascosta, ma oggi inevitabile: ogni scelta patrimoniale comporta un rischio, anche quella di non scegliere.
Viviamo in un sistema finanziario complesso, interconnesso e fragile per definizione. Secondo i dati ufficiali OCSE e BCE, negli ultimi vent’anni il potere d’acquisto in Europa si è ridotto in modo costante, con una forte accelerazione dal 2021 in poi. Serve quindi reagire finanziariamente. Ma ogni decisione produce conseguenze, compresa quella di tenere tutto fermo e apparentemente “al sicuro”. È il vecchio mito dei “porti sicuri”, una scelta che nell’epoca moderna può presentare un conto molto salato.
IL MITO DEI PORTI SICURI
Per decenni siamo stati educati a credere in isole finanziarie serene: prestare denaro agli Stati sovrani, acquistare titoli classificati come massima sicurezza, veniva considerato il modo corretto per proteggere il capitale.

Ma oggi questa narrazione regge ancora?
Basta osservare il debito pubblico delle grandi potenze: secondo il FMI il debito pubblico delle principali economie avanzate ha superato livelli storici, sostenuti da politiche monetarie espansive senza precedenti. Tecnicalmente possiamo definire queste nazioni sicure, forse. Ma strutturalmente, le possiamo ancora ritenere solide anche nel medio-lungo periodo?

Se persino ciò che per definizione rappresentava il “bunker” del sistema finanziario, gli Stati Uniti, mostra da tempo crepe evidenti, allora il problema non è il singolo strumento. È la definizione stessa di sicurezza che va ripensata.
POLIZZE, ASSICURAZIONI E FONDI: UNA GARANZIA APPARENTE
Un discorso analogo vale per il mondo assicurativo e previdenziale. Polizze vita, gestioni separate e fondi pensione vengono spesso presentati come strumenti protettivi, quasi intoccabili.
Ma la domanda corretta non è se sono sicuri, bensì proteggono davvero il potere d’acquisto nel tempo?

In un contesto di inflazione strutturale continua, questi strumenti faticano enormemente a svolgere la funzione per cui vengono sottoscritti. A questo si aggiunge un elemento che molti ignorano o sottovalutano: i Costi.
Numerosi studi di settore e dati IVASS mostrano come, al netto dei costi e dell’inflazione, molti prodotti assicurativi abbiano generato rendimenti reali prossimi allo zero, se non negativi, su orizzonti pluriennali.

Il risultato è spesso una crescita nominale che non si traduce in crescita reale. Vince la mentalità del “metto 100 e ritrovo 100”, una cultura che nel tempo consuma silenziosamente il potere d’acquisto del patrimonio.

IMMOBILIARE: SOLIDO MA COMPLESSO
Il mattone resta uno degli asset più amati, soprattutto in Italia. È tangibile, visibile, rassicurante, ma solidità e rendimento non sono sinonimi.
Al di fuori di un’ottica di flipping immobiliare sul breve periodo, l’immobiliare implica costi di manutenzione, tassazione, gestione e soprattutto illiquidità. Se serve però liquidità rapida, non è possibile frazionare il patrimonio. Si vende tutto con le tempistiche poco immediate del mercato.
Anche qui, la sicurezza non è automatica, va progettata, gestita e pianificata.

METALLI PREZIOSI: UNA GARANZIA MA NON UNA PROMESSA
Oro e argento occupano una posizione diversa: non sono il debito di nessuno, non dipendono dalla solvibilità di un emittente, sono proprietà pura e nulla potrà eroderne il peso.
Tuttavia questo non significa che siano privi di rischio, l’oro può scendere anche in modo significativo in determinati momenti di ritracciamento. L'unica vera differenza sta nella funzione che svolgono.

Secondo analisi storiche del World Gold Council, l’oro ha dimostrato nel lungo periodo una funzione di copertura dall’inflazione e dai rischi sistemici, pur attraversando fasi di forte volatilità nel breve termine. Richiedono una qualità che molti investitori moderni hanno perso: la Pazienza.
Non sono strumenti per chi cerca risultati immediati, ma sono "scudi" reali per chi sa ancora progettare sul lungo periodo.
LA LIQUIDITA' FERMA: UNA PERDITA MATEMATICA
A questo punto qualcuno penserà “meglio se tengo i soldi sul conto”. Attenzione, perché anche questa è una scelta di investimento ma che come tutto comporta i suoi rischi.
La liquidità offre il grande vantaggio della disponibilità immediata, ma ha un difetto matematico: la perdita certa di potere d’acquisto.

Ogni giorno il nostro patrimonio liquido si erode, lentamente ma inesorabilmente. Nessuno lo ruba, nessuno lo tocca, nulla di più falso e il più grande ladro dell'epoca moderna ha un nome: Inflazione. Insomma, come un cubetto di ghiaccio lasciato al sole.

LA VERITA' FINALE
Come vediamo non esiste lo strumento perfetto, ma può esistere lo strumento ideale in base alla propensione di ogni persona.
Ricordiamo sempre che due sono le variabili che determinano il destino di ogni patrimonio:

  • Il Tempo che siamo disposti a concedere alle nostre scelte;
  • Il Rischio che siamo disposti ad assumere in modo consapevole.

Ignorarle significa subire il sistema, comprenderle significa iniziare a governarlo.
La sicurezza non è un luogo geografico, né un prodotto finanziario, ma una costruzione nel tempo, fondata su due pilastri imprescindibili: consapevolezza e diversificazione.
Tutto il resto è puro marketing.

Dr. Manuel Aldegheri

Fonti: FMI / OCSE / BCE / IVASS / WGC

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